mercoledì 8 febbraio 2012

Centrale termoelettrica (prezi)




martedì 31 gennaio 2012

Recita per il giornalista di Spoleto online




Oggi 23/01/12 è arrivato a scuola un giornalista di Spoleto Online che ci ha fatto delle domande sullo spettacolo che avevamo realizzato per l'Open day delle elementari. Ad assistere allo spettacolo c'era anche una classe della prima media e noi tutti eravamo un po' emozionati e c'era qualcuno che diceva che non voleva essere fotografato perché era timido/a. Finito lo spettacolo ci ha fatto un po' di domande e la professoressa Carletti, che è la responsabile del progetto I.T.A.C.A, ha voluto precisare che lo abbiamo realizzato in un solo giorno. Poi ci siamo fatti la foto di gruppo con noi in calzamaglia e con le corna e poi siamo tornati in classe a fare lezione. È stata un'esperienza molto bella e divertente e spero che ne potremo fare altre insieme ai miei compagni.

lunedì 30 gennaio 2012



Per non dimenticare

Il giorno 27 gennaio 2012, ci siamo recati al Chiostro di San Nicolò per ascoltare delle testimonianze sul massacro di Auschwitz. Arrivati, ci siamo seduti in un teatro dove c’erano parecchi ragazzi e ragazze. Dopo qualche minuto, sono entrate tre persone di cui uno era un sopravvissuto a un campo di concentramento. Ha cominciato a leggere un testo lungo due pagine che raccontava come si viveva, cosa si faceva e come si moriva dentro Auschwitz. Molte cose già le sapevo, ma comunque mi hanno fatto sempre impressione perché ho letto molti libri a riguardo come ad esempio “Se questo è un uomo”. Poi è entrato un signore di nome Manasse che ha letto un testo e l’ha recitato. Era molto lungo e pesante, ma ci ha raccontato cose che noi non conoscevamo: che uccidevano oltre gli Ebrei, anche i disabili, gli zingari, gli omosessuali e le lesbiche. Ci ha spiegato come li uccidevano e dove li mettevano, cioè nelle fosse comuni, e lì di corpi ce ne erano tantissimi, sia di bambini sia di donne, di uomini e di anziani. Poi ci ha detto che per uccidere le persone c’erano tanti modi, ma i più usati erano la camera a gas e l’inceneritore. Io penso che questo periodo sia stato brutto per tutti, perché sono morte tante persone che non avevano fatto niente di male e mi disgusta che l’uomo abbia potuto fare tutto questo. Mi disgusta anche il fatto che abbiano potuto fare esperimenti su umani per rendere le persone tutte uguali, cioè con capelli biondi e occhi azzurri. Spero tanto che non succeda mai più e che nessuno muoia in questo modo così atroce.

venerdì 20 gennaio 2012



La musica per i ragazzi

La musica, per i ragazzi, è un modo per distaccarsi dalla realtà e avere un mondo tutto loro. Ci sono diversi tipi di musica, ad esempio: la classica, il rap, l’house, l’hip-hop, il disco, il rock, il funky, la metallica ecc. I ragazzi potrebbero essere divisi in due categorie: quelli che ascoltano la musica solo per piacere (il gruppo maggiore) o quelli che la praticano attraverso gli strumenti, come il pianoforte, la chitarra, la batteria, il violino ecc.
In base alla mia esperienza di musicista, posso dire che è molto difficile suonare uno strumento, ma è bello e soddisfacente quando fai dei saggi di musica e tutti ti applaudono e ti dicono che sei bravissimo.
E' difficile se vuoi sostenere degli esami di pratica e di solfeggio (o teoria), ed io ne so qualcosa. Comunque, la musica può essere anche usata come mezzo per fare nuove amicizie, la si può ascoltare sempre, ad esempio, quando sei triste, felice, arrabbiato ecc.
Per quanto mi riguarda, io faccio parte di coloro che la musica la praticano e l’ascoltano. Io ho cominciato a praticare la musica perché mia sorella aveva iniziato a suonare da piccola e, dopo il suo primo saggio, mi sono appassionato anche io ed è da 9 anni che lo faccio e non mi sono mai stancato perché mi affascina a tal punto che io e mia sorella stiamo facendo gli esami e dopo l’ottavo potremmo prendere un diploma. Comunque, non mi piace soltanto la musica classica, ma anche quella house, hip-hop, metallica, disco ecc. e spero che tanti altri ragazzi comincino a suonare qualche strumento perché è educativo e gratificante.

Bernabei Federico IIIB

lunedì 28 novembre 2011

Premio Nickelodeon


All'inizio del cortometraggio si vede un uomo di colore che passeggia e raccoglie un oggetto. Poi inizia a guardarsi intorno e si ferma davanti ad una porta e suona. Un signore apre la porta, guarda l’uomo e dice che non vuole comprare niente; ma l’uomo non si muove e allora il signore gli dà un po’ di soldi e chiude la porta. A quel punto abbassa la testa, lascia una busta per terra e se ne va. Intanto il signore guarda dal buco della porta e quando vede che l’uomo se ne è andato, apre la porta e raccoglie qualcosa per terra. Apre la busta e trova un portafoglio…si tocca la tasca dei pantaloni e non trova il suo, allora vede il documento d’identità e scopre che è il suo. Dentro ci sono tutti i soldi e le carte di credito e nessuno ha rubato niente.

Considerazioni

Questo cortometraggio mi è piaciuto più degli altri perché riguarda il problema del razzismo; infatti, il signore considera subito male l'uomo di colore solo perché è di “un’altra razza” e lo tratta come se non valesse niente.
Non bisogna giudicare le persone a prima vista perché si può sbagliare e poi  pentirsi come è accaduto a quell’uomo.

Bernabei Federico III B Dante Alighieri Spoleto.

domenica 23 gennaio 2011

CIAK SI GUIDA  - A.N.C.A
Lo scorso mese abbiamo partecipato ad un progetto chiamato Ciack si Guida, promosso dal ministero dell’Istruzione, dell’Università e della ricerca. Lo scopo di questo progetto riguarda i limiti di velocità e i segnali autostradali. La professoressa Buscaglia ci ha fatto dividere i compiti, e noi abbiamo fatto i gruppi e scelto gli argomenti. Dovevamo costruire un video di un minuto massimo facendo capire l’importanza dei limiti di velocità e del casco. Il mio gruppo era formato da 5 persone. Ognuno di noi aveva un ruolo e così siamo riusciti a finire il lavoro in soli due giorni. Per realizzare il lavoro abbiamo iniziato a fare dei filmati e poi li abbiamo montati con il programma Movie Maker. Abbiamo fatto il filmato tutto in bianco e nero. Quando abbiamo esposto alla professoressa il lavoro, lei ci ha dato un foglio da compilare in cui dovevamo inserire tutte le informazioni richieste sul filmato. Il lavoro, secondo me,è venuto benissimo, perché è incisivo, commovente e rispetta l’argomento dei limiti di velocità e dei pericoli che si possono incontrare in strada. È stata una bella esperienza che ci ha aiutato a essere più responsabili. L’unica cosa che ci ha creato un po’ di difficoltà è stato il limite di tempo di un minuto, secondo me bisognava farlo almeno di trenta secondi in più. 



giovedì 11 marzo 2010


MADAME BUTTERFLY
ORCHESTRA:
3 flauti, 2 oboi, corno inglese, 2 clarinetti, clarinetto basso, 2 fagotti
4 corni, 3 trombe, 3 tromboni, trombone basso
timpani, tamburo, triangolo, piatti, tam-tam, grancassa, campanelli a tastiera, tam-tam giapponesi, arpa,
archi
EPOCA DI COMPOSIZIONE:
1903
E' DIVISA IN 3 ATTI
TRAMA
Sbarcato a Nagasaki, Pinkerton, ufficiale della marina degli Stati Uniti, per spirito d'avventura
si unisce in matrimonio, secondo le usanze locali, con
una geisha quindicenne di nome Cio-cio-san,
acquisendo così il diritto di ripudiare la moglie anche dopo un mese; così infatti avviene, e Pinkerton ritorna in
patria abbandonando la giovanissima sposa. Ma questa, forte di
un amore ardente e tenace, pur struggendosi nella lunga attesa accanto al bimbo nato da quelle nozze, continua
a ripetere a tutti la sua incrollabile fiducia nel ritorno dell'amato.
Pinkerton infatti ritorna dopo tre anni, ma non da solo: accompagnato da una giovane donna, da lui sposata
regolarmente negli Stati Uniti, è venuto a prendersi il bambino,
della cui esistenza è stato messo al corrente dal console Sharpless, per portarlo con sé in patria
ed educarlo secondo gli usi occidentali. Soltanto di fronte
all'evidenza dei fatti Butterfly comprende: la sua grande illusione, la felicità sognata accanto all'uomo amato,
è svanita del tutto. Decide quindi di scomparire dalla scena del mondo, in silenzio, senza clamore;
mondo, in silenzio, senza clamore; dopo aver abbracciato disperatamente il figlio, si uccide con un coltello donatole
dal padre.
Quando Pinkerton, sconvolto dal rimorso, entrerà nella casa di Butterfly per chiedere il suo perdono,
sarà troppo tardi: lei sarà già morta per non soffrire più.